Parlare di "sessismo" oggi è facile come bere un bicchiere d'acqua. Se ne sente parlare ovunque, in ogni forma, maniera e dimensione. Pensiamo agli abusi sulle donne, al fatto che le donne ricevono stipendi più bassi rispetto a quelli degli uomini, al fatto che le donne hanno maggiori difficoltà nel fare carriera, ai falsi miti che vogliono le donne il sesso debole... No, aspetta, temo di aver fatto confusione. Ho detto "sessismo", non è così? Allora perché poi ho elencato solo i problemi delle donne?
Già, appunto.
Che le donne abbiano un bel po' di problemi in questa nostra società è indubbio, ma chi mai si è fermato a pensare che forse il "sessismo" riguarda anche gli uomini? Onestamente, io non ci avevo mai riflettuto seriamente, almeno fino a qualche giorno fa quando è venuta fuori la notizia che Trump sarebbe stato il nuovo presidente degli USA (e su questo glisso abbondantemente, per ora, perché sto ancora cercando di riprendermi dallo shock.) Cosa c'entra con il sessismo? Beh, c'entra perché a seguito di questa notizia apocalittica la piattaforma social di Facebook è stata inondata di battute satiriche tra le quali ce n'erano alcune rivolte alla signora Trump, Melania.
Ora, finché prendiamo per il culo il parrucchino di lui, il suo caratteraccio, i suoi modi "lievemente" nazisti, lo insultiamo, gli facciamo le vignette e lo compariamo al diavolo personificato tutto bene, nessuno fiata; ma se poco poco osiamo - come io ho fatto - dire qualcosa su di lei, ecco che lo stagno ribolle e i ranocchi si armano di spranghe e di forconi urlando al sessismo. E io mi chiedo d'istinto: "Fatemi capire bene: lui può tranquillamente essere definito carogna e cretino, ma se dico cretina a lei sono sessista?"
Ora, finché prendiamo per il culo il parrucchino di lui, il suo caratteraccio, i suoi modi "lievemente" nazisti, lo insultiamo, gli facciamo le vignette e lo compariamo al diavolo personificato tutto bene, nessuno fiata; ma se poco poco osiamo - come io ho fatto - dire qualcosa su di lei, ecco che lo stagno ribolle e i ranocchi si armano di spranghe e di forconi urlando al sessismo. E io mi chiedo d'istinto: "Fatemi capire bene: lui può tranquillamente essere definito carogna e cretino, ma se dico cretina a lei sono sessista?"
E mi rispondo: sì. Sì, perché in una maniera contorta di pensare, lui non ha bisogno di essere difeso o protetto mentre lei sì. Ma questo non significa forse che ritengo lei più debole di lui? E se ritengo lei più debole perché donna, non sto forse facendo sessismo?
Tutto questo mi ha riportato alla mente un paio di polemiche che si erano sollevate qualche tempo fa: la prima aveva a che fare con i pannolini, la seconda con un film.
La storia dei pannolini è semplice: la tizia ha due marmocchi che sgambettano allegri sul pavimento - un maschietto e una femminuccia - e la sua voce fuoricampo spiega in sostanza che lui e lei sono diversi perché lui sarebbe stato un avventuriero e sarebbe corso dietro alle femmine mentre lei sarebbe stata sentimentale e fragile e avrebbe cercato riparo tra le braccia di lui. Per questo, avevano bisogno di pannolini "per lui" e "per lei". Mica per la direzione del piscio, capite? Ma perché lei sarebbe stata così e lui cosà. La puzza di sessismo e di eteronormativa, ve lo garantisco, era più opprimente delle feci stesse delle creaturine neanche avessero fatto scorpacciata di broccoli e carne di topo. Nel duemilasedici (o quindici, all'epoca) con tutte le battaglie per la parità che abbiamo fatto e stra-fatto dobbiamo ancora subire queste stronzate? Lei condannata ad essere oca giuliva e svenevole mentre lui... Beh, lui è altrettanto condannato a comportarsi in un certo modo per poter essere riconosciuto nel suo ruolo di "maschio", no? Insomma, non deve piangere, non deve commuoversi, deve fare il farfallone, e deve soprattutto andare a donne - a DONNE - come non ci fosse un domani, sennò apriti cielo. Ah, e deve evitare il rosa. Eteronormativa, insomma: se sei maschio devi essere in un modo prestabilito, se sei femmina devi essere in un altro modo prestabilito. Eteronormativa e sessismo. L'indegnità fatta pubblicità.
Insomma, il disgusto a mille un po' da parte di tutti, ed è partita una campagna su Change - alla quale ho partecipato - e la pubblicità è stata rapidamente fatta fuori. Problema - più o meno - risolto se vogliamo tralasciare gli strascichi di polemiche che sono seguiti. Certo, mi si rivoltano le palle pure quando mandano pubblicità altrettanto oscene dove lui, con una faccia da rincoglionito cronico, ti brucia una camicia con il ferro da stiro, o dove la voce fuori campo dice "lo capisce persino lui", ma ok. Per quelle non partono le crociate e il perché lo capiremo.
La seconda polemica, quella riguardante il film - per la precisione, il manifesto di un film con gli X-men - è stata decisamente più brutale e già all'epoca mi diede parecchio da pensare. Nel manifesto, il cattivo di turno teneva Mistica per il collo, e ciò scatenò il putiferio: era un atto di violenza e non si può pubblicizzare la violenza sulle donne, soprattutto non in questi ultimi tempi nei quali gli uomini sembrano aver dato completamente di matto. Il manifesto andava tolto. D'altro canto, altre voci si sollevarono e replicarono dicendo: "Fatemi capire: la donna può essere una super-eroina a patto che non si faccia prendere a calci in culo dal super-cattivo? E che deve fare, allora? Andare con la scorta o stare nella super-cucina a preparare il super-pasto?"
Pensandoci, mica avevano tutti i torti. Se sei una super-eroina devi mettere in conto anche questo, no? E se si è pari, il calcio in culo al super-eroe vale quanto quello dato alla super-eroina.
Perché se il super-cattivo strozza Wolverine va bene ma se strozza Mistica ci fa contorcere le viscere? Perché due uomini che si prendono a legnate non ci fanno lo stesso effetto di un uomo che prende a legnate una donna? O peggio ancora, di una donna che prende a legnate un uomo? Quest'ultima ci fa sorridere, è vero o no? L'idea della moglie che rincorre il marito per tutta la cucina con il mattarello in mano ci fa ridacchiare, mentre se vogliamo la scena al contrario ci fa salire il nervoso e ci fa prudere le mani. Vorremmo linciarlo, l'uomo che rincorre la donna con un mattarello, ma alla donna che rincorre l'uomo con il mattarello quasi quasi facciamo gli applausi. Già. Peccato che il mattarello in testa non faccia bene né alla donna né all'uomo e che, tanto lei quanto lui, dopo una batosta simile finirebbero in prognosi riservata all'ospedale. O forse ci aspettiamo che la donna non sappia come fare per spedirlo al pronto soccorso? E perché pensiamo che non possa fargli male? Ma è ovvio: perché è una donna. "Picchiare come una donna", "colpire come una donna", "dare un pugno come una donna", "essere una donnicciola" sono tutti sinonimi di debolezza. Ed è o non è sessismo?
In pratica, applaudire la donna che esercita violenza su un uomo è sessismo nei confronti di lei. Paradossale ma logicamente corretto.
D'altro canto, essere uomini non significa forse beccarsi la batosta e rimanere comunque in piedi? Sei uomo? Devi essere forte. Non ti è permesso piangere, rincantucciarti in un angolo, chiedere aiuto o addirittura farti proteggere. Che fine farebbe il tuo orgoglio di maschio? Soprattutto, poi, se è la "femmina" a suonartele. Tzè! Messo a terra da una femmina. E giù un coro di risate, no? E non è sessismo questo? Lo è eccome.
Magari se vedessimo la cosa nei termini di "violenza su una persona" eviteremmo di cadere nella trappola del sessismo, non trovate?
Peccato però che ultimamente si fa un gran parlare di violenza su un genere specifico come se questo potesse risollevare le sorti di quello stesso genere. Dobbiamo essere più chiari? "Femminicidio". Detesto questa parola idiota con tutta l'anima. Non è una "femmina" che hai ammazzato, ma una persona. Persona, chiaro? PER-SO-NA. Chi cazzo ha mai parlato di "maschicidio" si può sapere? "Ah" mi sento rispondere "è perché la parola 'omicidio'..." Eh no, caro mio, non è così che funziona. "Omicidio" non significa che hai ammazzato un uomo-maschio ma un uomo-essere umano. È l'italiano, che cazzo volete? Ah, già, cambiare tutte le parole perché "ministro" non può andare bene per una donna - devi per forza mostrare il genere di appartenenza alla faccia della parità - e quindi devi coniare "ministra". E l'idraulico donna, allora? La chiamiamo idraulica? E l'elettricista allora è donna, no? Il maschio lo chiamiamo "elettricisto" già che ci siamo. E poi cosa? La lepra e il lepro? Il farfallo e la farfalla? La gna e lo gno? (Gnu mica si capisce se è maschio o femmina.) Ma dateci un taglio con questo scempio e pensate a cose più serie. Non è la parola "ministra" che farà la differenza, né tantomeno "femminicidio". Piuttosto, queste idiozie acuiscono le distanze in un'epoca nella quale queste distanze dovrebbero non esserci neanche più.
Che poi, diciamocelo: se uccidere una donna è più grave che uccidere un uomo è o non è perché riteniamo la donna incapace di difendersi dalle aggressioni? E se la riteniamo meno capace, più bisognosa di attenzioni e di protezione, è o non è perché la vediamo come il "sesso debole"? Ed è sessismo nella sua forma più pura.
In pratica, parlare di "femminicidio" significa essere sessisti. E anche parecchio stronzi.
Stronzi perché uccidere una persona è grave a prescindere da ciò che ha o non ha tra le gambe; e, a prescindere da ciò che si ha o non si ha tra le gambe, possiamo tutti essere deboli o forti o capaci di difenderci o totalmente inermi. O volete dirmi che il maschio è forte e sa difendersi mentre la femmina no? Avete il coraggio di farlo con la bandierina della "parità dei diritti" in mano? Accura perché andrà in autocombustione immediata.
Ma noi ci facciamo il bagno in questi luoghi comuni, no? O non è vero che le donne ci sguazzano quando possono mollare i pacchi della spesa al compagno che, essendo maschio, è più forte? O non è vero che se la godono un mondo quando a cambiare la ruota dell'auto è lui? O quando si fanno aprire la porta o gli fanno pagare il conto? E poi tutte lì ad urlare al sessismo e a pretendere parità. Ma che cazzo urlate a fare se poi vi beate delle garanzie extra come foste dei fottuti panda?
E gli uomini, allora? Non è forse vero che darebbero il braccio destro pur di non chiedere aiuto all'idraulico o all'elettricista (elettricisto, pardon)? Non è forse vero che non ammetterebbero mai di non sapere come si fa a cambiare una ruota e che preferirebbero distruggere a martellate il decoder pur di non dire che non hanno la minima idea di come fare per sintonizzarlo? E poi si lagnano che vengono "sfruttati" dalle donne e ciarlano di parità. E pure voi, che cazzo urlate a fare se poi vi pavoneggiate come un branco di babbei? Se vi sentite offesi quando la donna decide di pagare il conto e vi sentite umiliati se lei vi difende in una rissa?
Diamoci un taglio con queste cretinate o la parità ce la scordiamo.
E a proposito di questo, mi ricollego all'inizio del post tornando alla polemica sulla battuta fatta a Melania.
Cos'è, jo, lei è femmina e quindi è intoccabile mentre lui è maschio e posso pure seppellirlo sotto una massa di insulti? Lui cretino, lei cretina. Persone. Ho detto "cretina" ad una persona.
Sessismo: tendenza a valutare la capacità o l'attività delle persone in base al sesso, ovvero attuare una discriminazione sessuale.
E vale per tutti.
TUTTI.
Cazzo.