martedì 7 giugno 2016

Doverose presentazioni

Giusto un paio di cose su di me, prima di iniziare.
Sono un animale mitologico: metà persona e metà crotalo. In generale posso essere la persona più buona del pianeta, ma se poco poco qualcuno mi pesta un piede, non esito un istante prima di mangiarmelo vivo con tutta la buccia.
Non ho peli sulla lingua e dico sempre ciò che penso: che piaccia oppure no, che io abbia davanti un personaggio “illustre” o meno, me ne sbatto simpaticamente e se ho da dire “sei un coglione” non mi faccio il minimo scrupolo. In questo senso, sono la persona meno ipocrita che io conosca e questo è per me motivo di orgoglio.
Della cosiddetta “morale comune” non ho che farci e di norma la considero solo come soggetto di studio. Per il resto, ho la mia di morale (costantemente in via di sviluppo) che si basa sulla logica e sul buonsenso. Per costruirla ho scardinato anni di dogmi, di preconcetti, di falsi sillogismi e di vetuste idee: un lavoro che mi è costato tanta fatica, parecchie ore di autoanalisi, infinite osservazioni circa le logiche umane, non poche revisioni, e infine tanto ma tanto coraggio.
In genere vado avanti per domande e non per affermazioni e, come Socrate, spingo alla riflessione chi vuole starmi a sentire. In questo modo ottengo almeno due risultati: metto alla prova la fondatezza delle mie ragioni (e casomai fossi in torto mi correggo) e metto alla prova la fondatezza delle ragioni altrui (peccato che raramente l’interlocutore, nel caso, si corregge). In più, essendo che spesso il mio pensiero non è conforme alla “norma”, finisco per agitare le acque (facendo venire in genere a galla la merda che si deposita sul fondo e molto più raramente le perle nascoste) e per rimescolare le carte in tavola. Ciò genera, volente o nolente, pensieri, teorie, dibattiti o, ahimè, a volte persino proverbiale imbecillità.
Ci sono molte cose nelle quali credo e tra queste annovero la libertà personale (nell’accezione “la tua libertà non sia di ostacolo alla mia”), la libertà di opinione (nell’accezione “l’opinione è opinione e non deve tradursi in una negazione del diritto altrui”), la responsabilità personale (ossia: ognuno è responsabile delle proprie azioni e qualunque tentativo di scaricare le colpe su terzi è un abominio), la giustizia sociale (ivi compresa la certezza della pena per chi commette reati che danneggiano la comunità e la pena commisurata all’entità del danno tanto materiale quanto psicologico perpetrato), i diritti civili (non credo ci sia bisogno di spiegarli), la laicità dello Stato.
Di cose che mi stanno pesantemente sullo stomaco ce ne sono parecchie, ma alla fine si riassumono in pochi punti: l’ipocrisia, il perbenismo, il moralismo, la normativa, il sessismo, il fanatismo religioso, la violenza gratuita. Di quest’ultima non tollero la gratuità, non tanto la violenza. Diventare violenti per difesa personale o per difendere qualcuno che non può farlo da sé ci può anche stare. Anche essere violenti a parole al fine di combattere la violenza altrui è, a mio parere, una forma di giustizia. Essere invece violenti contro chi non ha difese, non arreca danno, e solo ed esclusivamente perché si è fondamentalmente incivili, quello no. Ma su questi temi tornerò, per cui, per ora, la chiudo qui.
Passando ad altro, posso dire di me che non ho molti freni inibitori e che, anzi, spesso mi stanno sul cazzo affermazioni del tipo “dovresti essere più signorile” o “dovresti comportarti così e colà”.
Io sono ME. Ho speso anni ed energie per riuscire ad affermare chi sono e ora non permetto più a nessuno di dirmi chi e come devo essere. Anche quando, chiunque ha sempre da ridire sui modi di essere di chiunque per cui, alla fine dei conti, è più saggio ESSERE per se stessi piuttosto che NON ESSERE per compiacere gli altri. In questo senso, preferisco prendermi un “vaffanculo” piuttosto che farmi tediare con tentativi di modificarmi al fine di rendermi “più accettabile”. Questo per quanto riguarda la mia personalità dirompente, irriverente e spesso irritante, è ovvio. Per quanto riguarda invece i miei ragionamenti, ogni dibattito è ben accetto a patto che il mio interlocutore dimostri una certa logica e non si basi piuttosto su preconcetti, dogmi, e fanatismi vari. Se si ha un’opinione contraria alla mia la si esprima, la si spieghi e la si motivi razionalmente; in tal caso, sarò felice di discutere con chicchessia. In caso contrario, invece, allegramente me ne sbatterò dei deliri altrui.
Se vi piace, così; sennò, chissenefrega, quella è la porta.

Finite le dovute presentazioni, un ulteriore appunto: difficilmente commetto errori grammaticali, per cui: nomi di Stati, di organizzazioni, di cariche, di religioni e quant’altro, scritte con l’iniziale minuscola, dovranno essere interpretate non come “errore” ma come mancanza di rispetto; ogni qual volta parlerò di me usando alternativamente maschile e femminile, non sarà perché sto dando i numeri ma perché, in quanto “genderfluid”, non mi riconosco in un unico genere fisso” ma la mia identità varia. Fateci l’abitudine e cercate di non caramellarmi le gonadi con le vostre becere considerazioni.
P.s. In queste pagine tratterò di sessualità, sessismo, eteronormativa, religione, diritti, umanità in generale, così come parlerò di film, serie tv, libri, natura e persino di cazzate. Per evitare - casomai vogliate - di leggere ciò che non volete, usate le etichette.

Grazie e, in caso, buona continuazione.

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