Per l'angolo dei disagi, ecco il caso di Daniela, rea, insieme ad altre sue colleghe, di avere retto un ombrello.
No, avete capito bene: ha retto un ombrello. L'hanno pagata - insieme ad altre ragazze - per reggere un ombrello sopra la testa di un gruppetto di signori in giacca e cravatta.
Ora, a parte che, porcosgorbio immondo, siamo nel 2017 e ci saranno sicuramente metodi migliori per ripararsi la capoccia senza trasformare nessun essere umano in un reggi-ombrello, vogliamo davvero dare addosso a Daniela e alle sue compagne per aver accettato questo impiego?
- e no, è retribuito, e dunque è un impiego, fatevene una ragione e datevi le corna da un'altra parte.
- e no, non chiamiamole "Ombrelline". Non sono oggetti, ma persone. Chiaro?
Qualsiasi persona con un minimo di giudizio e di senso critico direbbe "se sta bene a lei..."...
Purtroppo, critica e giudizio vanno a farsi impiccare impunemente quando in una storia di per sé tanto anacronistica vi sono determinate "aggravanti".
In questo caso le aggravanti sono:
- Daniela e le sue colleghe sono donne;
- i relatori erano uomini;
- Daniela e le sue colleghe hanno retto gli ombrelli per degli uomini.
Oltraggio!! Scandalo!! Serve del patriarcato!!
. . .
Seriamente?
Il vostro problema NON È che una PERSONA sia stata piantata lì a reggere un ombrello, ma che l'abbia fatto per lo "sporco maschio patriarcale"??
Cioè, se a reggere l'ombrello era un uomo andava tutto bene?
O se Daniela avesse retto l'ombrello per una donna non avreste fiatato?
Qual è il problema di certe nazifem, si può sapere?
Ecco.
Non ti senti umiliata ad aver fatto da porta ombrelli per un uomo? E il punto non è reggere l'ombrello... ma per chi l'hai retto! Tu lo reggi per un uomo e miracolosamente tutto ciò che le donne hanno faticosamente conquistato va in malora. Anzi, no: se tu non ti senti umiliata da quell'uomo che ti ha chiesto se volevi reggere l'ombrello per lui, di sicuro solo perché sei donna (con buona pace dei portaborse, che pure loro...) l'intero mondo femminile imploderà tornando ai tempi di Fred e Wilma.
E no, non sto scherzando.
Il sentirsi umiliate da una qualunque richiesta - per quanto discutibile, come ad esempio fare da reggi-ombrello - fatta da un uomo è la chiave del successo del nazifemminismo di oggi.
Se non ci si sente continuamente vittime di discriminazione reiterata - e so di cosa parlo, c'ero invischiat anche io fino a poco tempo fa, in questo meccanismo perverso - se non si interpreta tutto ciò che proviene dal "nemico" come una provocazione, non si può avere quel clima di odio dal quale nasce il sentimento di vendetta.
Non di rivalsa ma di vendetta.
In fin dei conti - e lo sappiamo bene - discriminare una donna è orribile.
Discriminare un uomo invece è: fattibile, sacrosanto, giusto, condivisibile, ma quale discriminazione?, ma chissenefrega?, ma che hanno da lamentarsi?, giusto, così imparano!, vendichiamoci!, maledetti oppressori!, andassero a fanculo!
Evviva la parità <.<

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