Di
film brutti, ma davvero davvero brutti, ne ho visti tanti ahimè, ma
alcuni di questi rimarranno per sempre negli annali come “i
peggiori obbrobri della storia del cinema”.
Cominciamo
con la pellicola demenziale di “Hercules il guerriero”
[:::
ATTENZIONE SPOILER :::]
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ATTENZIONE NAUSEA :::]
Da
dove iniziare la recensione di codesto film? Dall’aggettivo che più
gli si addice o dall’elenco degli orrori (no, non “errori”;
decisamente, sono “orrori”!) in esso presenti?
Ma
sì, dai, iniziamo con la cronologia delle boiate che agli aggettivi
si giungerà in seguito. E verranno su spontanei, che è sempre
meglio.
Per
prima cosa, dimenticatevi dell’Eracle (o Ercole, o Hercules, o come
vi pare) semidivino e ovviamente super forzuto e invincibile: in
questo film, Eracle viene presentato come un essere umano normale
dotato di una discreta forza e - oggettivamente - di un super culo,
che se ne va in giro di battaglia in battaglia come un drogato e che,
per burla, si diverte a mettere in giro la voce - falsa, certamente -
di essere figlio di Zeus. E ci potrebbe pure stare, per carità: in
fin dei conti Hollywood ha sminchiato ben altri miti (la guerra di
Troia, il Diluvio Universale, la fuga degli ebrei dall’Egitto...
altre due volte lo stesso Eracle - anzi, no: una fu colpa della
Disney ma vabbe, quella ha una lunga tradizione di sminchiaggio alle
spalle, per cui...) ... Peccato che, verso la fine del film, il
“normalissimo” e “umanissimo” Hercules, incatenato ad un
gigantesco basamento di pietra, in stile Sansone contro i Filistei,
con un digrignare di denti ed un ribollire di muscoli, si libera
delle catene formate da anelli di almeno un quintale ciascuno e
rovescia basamento e statua marmorea di circa venti metri in testa
all’esercito nemico.
Mi
sembra corretto. Quale normalissimo maschio umano non ne sarebbe
capace?
Quasi
quasi giro la sfida al club di culturisti più vicino.
Ma
passiamo oltre: in questo film, Eracle e i suoi degni compari
rivelano tratti di una cultura greca antica a noi sciocchi mortali
sconosciuta; difatti, alla morte di un amico, non soltanto Hercules
lo saluta dicendo la temibile frase “riposa in pace, fratello”,
ma persino un suo commilitone si chiede - e chiede - se davvero
esistano “inferno” e “paradiso”.
E
come, no? Non è ovvio che un antico greco speculasse sul paradiso e
sull’inferno piuttosto che parlare di Inferi con i suoi Campi della
Pena, le Praterie degli Asfodeli e i Campi Elisi? E non è
perfettamente normale che un antico greco avesse l’idea della morte
come un “riposo”?
Ma
la ciliegina sulla torta della demenza arriva sempre verso la fine
del film quando, sullo sfondo della città tracia ove si svolge
l’azione finale, si scorgono nientemeno che degli acquedotti.
Alla
faccia della scorrettezza storica! Mandiamo a fanculo i Romani e le
loro innovazioni, a questo punto, no? Non so: si poteva ricostruire
il Colosseo da qualche parte, o armare greci e traci di gladium, o
mettere qualche strada a dorso d’asino qui e là, tanto per
gradire?
Imbarazzante. Terribile, sconcertante, orrorifico, assurdo, demenziale, squallido, irritante, imbarazzante. Decisamente, diecimila volte imbarazzante.
Ma seriamente: quanto balordamente hanno pippato certi sceneggiatori, registi, scrittori e crew che hanno ideato e prodotto una roba tanto malsana?
Imbarazzante. Terribile, sconcertante, orrorifico, assurdo, demenziale, squallido, irritante, imbarazzante. Decisamente, diecimila volte imbarazzante.
Ma seriamente: quanto balordamente hanno pippato certi sceneggiatori, registi, scrittori e crew che hanno ideato e prodotto una roba tanto malsana?
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